Catetere Venoso Centrale

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Tra gli altri strumenti impiegati per la somministrazione di liquidi per via venosa, abbiamo il catetere venoso centrale abbreviato con la sigla CVC. Sostanzialmente è un presidio medico impiegato in particolare nei reparti di terapia intensiva per la somministrazione dei farmaci o l'infusione dei liquidi ma anche per la nutrizione parenterale.

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E' formato da un catetere di lunghezza variabile con un diametro di alcuni millimetri che viene inserito in una vena che può essere la giugulare interna, la femorale o la succlavia. In prossimità del catetere sono posizionati una o più vie di accesso per permettere il raccordo con i presidi di infusione, essi sono distanziati tra di loro e indipendenti l'una dall'altra.

Il catetere venoso centrale viene applicato in ambiente sterile e attualmente si preferisce usare la tecnica ecoguidata in anestesia locale se il paziente è cosciente.
La manovra è leggermente dolorosa in virtù dell'attraversamento totale della cute con un ago. La procedura dura circa 10 minuti, ed è indispensabile effettuare un Rx toracico (nel caso di succlavia e giugulare) per verificare il corretto inserimento prima di poter iniziare l'infusione.
Il catetere venoso centrale invece non necessita di controllo radiografico del torace quando viene inserita in sede di giunzione atrio-cavale.

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La gestione dell'accesso venoso centrale può essere effettuata a domicilio, prestando sempre attenzione al punto di inserzione. Tra le complicazioni maggiormente frequenti abbiamo l'infezione che si manifestano con rossori della cute dove si trova il punto di inserzione e improvviso aumento della temperatura corporea. Per poterlo gestire a domicilio occorre avere a disposizione quindi guanti e garze sterili, disinfettante iodato non alcolico e cerotti trasparenti per coprire sia il punto di inserzione del catetere e sia la farfallina che fissa appunto il CVC alla cute. Il rinnovo della medicazione è consigliato ogni 48 ore con un cerotto poroso o dopo una settimana con cerotto plastico trasparente, o comunque ogni volta che il punto di inserzione risulti sporco oppure umido. Nel caso in cui ci sia bisogno di sospendere l'uso di una delle due vie, questa deve essere lavata con l'infusione di eparina sodica (purificata da EDTA).

Ci sono poi diverse varianti del catetere centrale come quello ad inserzione periferica, con l'inserzione che parte dalla vena brachiale e che non necessita dell'anestesia, ed il Port-a cath ovvero presidio che viene totalmente impiantato sotto cute.